VEROLED® · dal 2008 nel LED · laboratorio interno Ledwall curvo e schermi LED curvi.
Quando lo schermo non può essere piatto.
Colonne, archi, cilindri, angoli continui di edificio, pareti concave o convesse che avvolgono chi guarda:
uno schermo LED curvo (o ledwall curvo) non è un ledwall normale montato storto. Cambia il cabinet,
cambia il modo in cui i moduli si agganciano, e soprattutto c’è una misura che
decide tutto prima ancora del prezzo — il raggio.
Di modi per fare schermi curvi a LED ce ne sono tre, e non sono intercambiabili. Questa
pagina mette in fila cosa sa fare ciascuno, dove si ferma, e la domanda da farsi
prima di disegnare la forma.
01 — le tre strade Tre modi di curvare gli schermi LED, e non fanno le stesse cose.
Nella progettazione di schermi LED curvi, la differenza non è commerciale: sono tecnologie diverse. Un cabinet curvo
è un pannello rigido costruito con un’angolazione; un ledwall flessibile è un
modulo che si piega davvero. Le conseguenze si vedono sul raggio, sul passo, sulla curvatura concava o convessa e su
dove lo si può mettere.
Confronto tra tecnologie per ledwall curvi: Onda Series, Onda Outdoor e Legend Flex | Parametro | Onda Series | Onda Outdoor Series | Legend Flex |
| Che cos’è | cabinet curvi rigidi | cabinet curvi con piegatura regolabile | modulo LED flessibile |
| Dove sta | interno — IP20 | esterno — IP65 | esterno — IP65 |
| Luminosità | 800–1.500 nit | 4.800–5.000 nit | 3.500–5.000 nit |
| Passi | P1.95 · P2.6 · P2.9 · P3.9 | P3.9 | P2.88 · P3.75 · P4.68 · P9.37 |
| Curvatura | fissa, anche a S (concava e convessa) | regolabile ±45° con una maniglia | il modulo si piega |
| Diametro minimo | 1,27 m | 1,27 m | — lo decide il progetto |
| Il suo mestiere | stand, retail, musei, cilindri | facciate e retail all’aperto | palchi, tour, colonne, forme sagomate |
La scheda Onda Series →
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Onda Outdoor Series →
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Legend Flex →
02 — la misura che decide Il raggio viene prima della forma.
È il numero da cui parte tutto, e quasi nessuno lo chiede prima di disegnare. Le
due serie a cabinet — Onda e Onda Outdoor — scendono fino a un diametro minimo di
1,27 m: significa un raggio di circa 64 cm. Sopra quella misura si fa
qualsiasi arco; sotto, i cabinet rigidi non ci arrivano.
Nella pratica è la differenza fra una colonna che si può rivestire e una che
no. Un pilastro da un metro di diametro, per dire, sta sotto la soglia: con i cabinet
curvi non si chiude, e la strada diventa il LED flessibile, che il raggio se lo fa
dare dal progetto invece che dal catalogo.
La misura da portarci. Non serve un disegno tecnico: basta il diametro della
colonna o dell’arco, in metri, e se la curva è convessa (avvolge una
colonna, si guarda da fuori) o concava (abbraccia chi guarda, come una sala o un simulatore). Con
quei due dati si sa già quale delle tre strade è percorribile.
03 — cabinet o flessibile Una curva fatta di pannelli rigidi è una spezzata.
È geometria, non un difetto: ogni cabinet resta piatto, e mettendone in fila
molti si approssima l’arco con una successione di corde. Da lontano l’occhio
legge una curva; da vicino, e con la luce giusta, si legge la spezzata. Più
stretto è il raggio, più l’approssimazione si nota.
Il LED flessibile lavora in un altro modo: è il modulo stesso a piegarsi, e
la serie Legend Flex è dichiarata proprio come schermo curvo senza linee
chiare o scure. Il prezzo da pagare sta dall’altra parte: il passo più fine
della serie flessibile è P2.88, mentre con i cabinet rigidi si scende a
P1.95. Curvatura libera oppure dettaglio: si scegle in base a da quanto lontano
la gente guarda.
Vale l’orientamento che usiamo in tutti i preventivi — circa un millimetro
di passo per ogni metro di distanza minima: un P1.95 regge lo sguardo da due metri, un
P9.37 vuole nove metri buoni. Su una colonna in mezzo a un negozio, dove si passa accanto,
la scelta è obbligata; su una facciata o su un palco, molto meno.
Perché il passo è l’ultima cosa da scegliere →
04 — dentro o fuori Fuori cambiano i nit, non solo la tenuta.
Le tre serie non sono la stessa cosa messa in tre scatole diverse. La Onda è
indoor a tutti gli effetti — IP20, fra 800 e 1.500 nit — e in quel
contesto è il valore giusto: dentro un negozio o un museo, 5.000 nit sarebbero
fastidiosi oltre che inutili.
Fuori si cambia mestiere: la Onda Outdoor sta a 4.800–5.000 nit con protezione
IP65, la Legend Flex fra 3.500 e 5.000, sempre IP65. Non è un
vezzo: fuori il nero non lo decide lo schermo, lo decide la luce che la superficie
riflette, e sotto quel grigio l’immagine non scende. Quanta luminanza serva dipende
quindi anche dal contrasto del pannello, non dai soli nit — e la curvatura non
c’entra nulla: vale per qualsiasi impianto all’aperto.
Quanti nit servono davvero, e perché contano insieme al contrasto →
C’è poi una qualità che appartiene solo alla Onda Outdoor e che in
cantiere conta molto: la piegatura è regolabile di ±45° con una
maniglia. Vuol dire che la curvatura si decide sul posto, non in fabbrica, e che
lo stesso materiale può servire per un raggio diverso al montaggio successivo.
Cosa cambia quando lo schermo sta fuori →
05 — dove funziona Dove la curva serve davvero, e dove è solo un costo.
Ha senso qui
- Colonne e cilindri: si guardano da ogni lato, un piatto ne mostrerebbe uno solo.
- Sale immersive e musei: la concavità avvolge chi guarda.
- Facciate su raggio: lo schermo segue l’edificio invece di contraddirlo.
- Palchi, tour, stand: la forma è parte della scenografia.
- Angoli continui a 90°: cabinet a 45° CNC per eliminare la fuga centrale.
- Control room e simulatori: la curvatura concava avvolge il campo visivo senza distorsioni.
Meglio ripensarci
- Parete piana con una curva «per estetica»: si paga e non si vede.
- Raggio sotto i 64 cm con cabinet rigidi: non si chiude, va cambiata tecnologia.
- Testo piccolo su curva stretta: la lettura si deforma dai lati.
- Fuori con meno di 5.000 nit: la curva non compensa la luce che manca.
La domanda onesta è sempre la stessa: la curva la vedrà qualcuno? Se
lo schermo si guarda da un punto solo e frontalmente, un impianto piatto costa meno, si
installa prima e si vede uguale. Lo diciamo anche quando la curva l’avremmo venduta noi.
Lo Studio Naked-Eye 3D: provi l’effetto →
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Il noleggio operativo B2B a canone deducibile →
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Il listino prezzi al m² →
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La guida ai led wall: piani, curvi, trasparenti →
06 — scenari e settori Sette modi di usare la curva: risposte a chi progetta e allestisce.
Chi sceglie un ledwall curvo lo fa per assecondare la geometria di uno spazio o per moltiplicare l’angolo visivo. Di seguito le risposte tecniche alle esigenze più frequenti poste da architetti, event manager, direttori di produzione e responsabili retail.
Centri Commerciali · Gallerie Retail Atri commerciali, piazze interne e colonne a 360 gradi
Negli atri ad alto passaggio e nelle gallerie dei centri commerciali, un display piatto presenta zone d’ombra e si legge solo frontalmente. Un ledwall curvo convesso o cilindrico offre visibilità continua per il pubblico in transito da qualsiasi direzione.
- Formato e passo: con i cabinet serie Onda Series si impiegano passi come P2.9 o P3.9 per una visione nitida da media distanza, senza distorsioni dei loghi brand.
- Palinsesto da remoto: programmazione oraria automatizzata delle campagne promozionali tramite cloud CMS dedicato.
- Luce naturale e consumi: per atri con lucernari la luminosità indoor arriva fino a 1.500 nit; per stimare l’impatto energetico è attivo il nostro simulatore consumi express.
Congressi · Convention · Eventi Palchi congressuali, convention aziendali e lanci di prodotto
Sul palco di un auditorium o di una convention aziendale, un fondale concavo avvolge i relatori, elimina i riflessi verso la sala e garantisce perfetta leggibilità di slide e dati anche alle prime file laterali.
- Configurazione scenica: cabinet indoor con passo fine P1.95 o P2.6, con montaggio rapido su americane o strutture autoportanti.
- Regia e panoramiche: piena compatibilità con segnali ultra-wide, telecamere broadcast e commutazione grafica senza sfarfallio.
- Formula temporanea: per eventi singoli di pochi giorni è attivo il nostro servizio di noleggio LEDwall per eventi con supporto tecnico in loco.
Architettura · Showroom · Musei Showroom d’eccellenza, musei e integrazione a filo parete
Integrare superfici multimediali continue su pareti concave, convesse o nicchie architettoniche richiede rigore dimensionale e assenza di sporgenze visibili rispetto alle finiture dell’edificio.
- Scelta della tecnologia: per curve regolari con raggio superiore a 64 cm (diametro 1,27 m) si usano i cabinet Onda Series con passo fine P1.95; per pilastri stretti, pareti a S o forme organiche su misura si adottano i moduli flessibili in silicone Legend Flex.
- Manutenzione frontale: accesso magnetico anteriore per ispezionare alimentatori e moduli senza smontare la struttura né intaccare il cartongesso.
Fashion Retail · Visual Merchandising Vetrine della moda, flagship store e boutique
Nel visual merchandising del lusso, un display curvo guida il flusso dei visitatori all’ingresso e mette in risalto il dinamismo dei video di sfilata e dei dettagli sartoriali.
- Rapporto 1:1 e zero distorsioni: mappatura pixel-per-pixel gestita dal controller per riprodurre video verticali 9:16 e clip panoramiche senza stiramenti dell’immagine.
- Distribuzione centralizzata: aggiornamento simultaneo dei contenuti promozionali su tutti i punti vendita della rete via cloud protetto.
- Dimensioni compatte: moduli configurabili su misura anche per vetrine con vincoli di profondità.
Broadcast · Virtual Production XR Studi televisivi, set cinematografici e fondali virtuali
Nelle produzioni broadcast e nelle riprese cinematografiche con telecamere professionali, un fondale curvo concavo assicura una prospettiva immersiva continua e uniforme lungo tutto l’arco visivo.
- Zero moiré in camera: frequenza di aggiornamento elevata e passi fini P1.95 e P2.6 per prevenire interferenze e sfarfallii sui sensori delle cineprese.
- Genlock e luci: sincronizzazione del framerate con il sistema di ripresa e compatibilità con i protocolli di illuminazione di scena per calibrare temperatura colore e riflessi naturali sugli attori.
Allestitori · Agenzie di Comunicazione Stand fieristici e scenografie per agenzie
Per emergere nei padiglioni fieristici o nelle installazioni corporate, le agenzie scelgono configurazioni curve per offrire un impatto visivo netto rispetto ai consueti schermi piatti rettangolari.
- Soluzione finanziaria: per investire senza immobilizzare liquidità, VeroLED propone il noleggio operativo B2B con canoni deducibili fiscalmente.
- Logistica e montaggio: bauletti flight case protettivi e schemi di cablaggio numerati per facilitare montaggio e disallestimento rapido da parte dei tecnici.
- Trasparenza economica: consultazione rapida delle fasce di spesa sul nostro listino prezzi LEDwall.
Teatri · Auditorium · Centri Culturali Spazi teatrali, fondali digitali dinamici e sale da concerto
Sostituire o integrare le quinte tradizionali con un fondale curvo dinamico consente di mutare l’intera ambientazione scenica in pochi istanti fra prosa, lirica, conferenze e concerti.
- Dimmerazione precisa e contrasto: display con controllo accurato della scala dei grigi anche a bassa luminosità, senza abbagliare il pubblico o gli attori in scena e senza disturbare l’illuminazione teatrale.
- Silenziosità e affidabilità: cabinet in alluminio con dissipazione termica passiva senza ventole rumorose, per preservare l’acustica della sala; vita utile stimata dei diodi fino a 100.000 ore con ricambi garantiti dal laboratorio interno VeroLED.
Ci dica il diametro. Le diciamo se si può fare.
Bastano tre cose: il diametro in metri, se la curva è concava o convessa, e
da quanti metri la gente guarda. Con quelle rispondiamo se la strada è il cabinet
curvo o il flessibile — e se conviene, se la forma non la vedrebbe nessuno.
07 — le domande Quello che ci chiedono al telefono.
Qual è il raggio minimo di un ledwall curvo?
Con i cabinet curvi rigidi si scende fino a un diametro minimo di 1,27 metri, cioè
un raggio di circa 64 centimetri: vale sia per la serie indoor Onda sia per la outdoor Onda Outdoor.
Sotto quella misura i cabinet non si chiudono e la strada diventa il LED flessibile, che il
raggio se lo fa dare dal progetto.
Meglio cabinet curvi o LED flessibile?
Dipende dal raggio e da quanto vicino si guarda. I cabinet curvi arrivano a un passo
più fine, fino a P1.95, quindi reggono lo sguardo ravvicinato; il flessibile piega
davvero il modulo ed è l’unico che scende sotto il raggio minimo dei cabinet,
ma parte da P2.88. In sintesi: dettaglio da vicino, oppure libertà di forma.
Su una curva si vedono le giunzioni fra i pannelli?
Con i cabinet rigidi la curva è per forza una spezzata: ogni pannello resta
piatto e l’arco viene approssimato da una successione di corde, tanto più
evidente quanto più il raggio è stretto. Da lontano l’occhio legge una
curva. La serie flessibile Legend Flex è dichiarata invece come schermo curvo senza
linee chiare o scure, perché a piegarsi è il modulo stesso.
Si può fare un ledwall curvo da esterno?
Sì. La serie Onda Outdoor è IP65 e sta fra 4.800 e 5.000 nit, la Legend Flex è
IP65 fra 3.500 e 5.000: sono i valori che servono per restare leggibili al sole. La serie
indoor Onda, che sta fra 800 e 1.500 nit con protezione IP20, all’aperto non ci va —
non per la curvatura, ma per luce e tenuta.
La curvatura si può cambiare dopo il montaggio?
Sulla serie outdoor Onda Outdoor sì: la piegatura è regolabile di più o meno
45 gradi tramite una maniglia, quindi l’angolo si decide sul posto e lo stesso
materiale può servire per un raggio diverso in un’installazione successiva.
Sulle altre serie la curvatura del cabinet è invece fissa.
Un ledwall curvo costa molto più di uno piatto?
Costa di più, e la differenza non sta solo nel pannello: pesano la struttura di
sostegno, il tempo di montaggio e il fatto che ogni forma è un progetto a sé.
Per questo la prima domanda che facciamo è se la curva la vedrà davvero
qualcuno: se lo schermo si guarda da un punto solo e frontalmente, un impianto piatto
costa meno e si vede uguale.
Per uno spigolo a 90° o uno schermo 3D anamorfico serve un ledwall curvo?
Non necessariamente. Lo spigolo vivo a 90 gradi si chiude con cabinet che hanno lo smusso a 45 gradi, senza montante centrale: è la geometria dell’angolo netto nel 3D anamorfico (Naked-Eye 3D). In alternativa l’angolo si raccorda con una curva continua, che con i cabinet curvi rigidi non scende sotto un diametro di 1,27 metri. La nostra serie angolare è indoor, con protezione IP20; l’effetto su un angolo a 90° o su una parete piana lo può provare nello Studio della pagina LEDwall Naked-Eye 3D. Per il resto, la curva serve quando lo schermo deve seguire un raggio: colonne, sale immersive, facciate su raggio. Come si chiude lo spigolo senza fuga nera lo spiega la guida sul ledwall ad angolo 90°.
Come si realizzano forme non standard, colonne cilindriche o ledwall sagomati?
Per colonne circolari a 360 gradi, onde o superfici architettoniche sagomate utilizziamo i moduli flessibili in silicone della serie Legend Flex. La scheda PCB è ingegnerizzata per flettersi sia in senso concavo sia convesso senza spezzare le piste elettroniche e senza generare variazioni cromatiche o linee di giunzione visibili tra i pannelli.