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pixel pitch.

il parametro più importante nella scelta di un ledwall. dal P0.5 al P20+: capire la differenza tra avere uno schermo che funziona e uno che spreca soldi.

Confronto macro di pixel pitch da P0.93 a P5 — Showroom VeroLED

il pixel pitch è la distanza in millimetri tra il centro di un pixel LED e il centro del pixel adiacente. è il parametro che determina tutto il resto: definizione percepita, distanza minima di visione, consumo, prezzo.

la regola empirica del pitch

c'è una regola che vale come punto di partenza:

distanza minima (in metri) ≈ pixel pitch (in mm)

quindi un ledwall P3 si vede bene da 3 metri in poi. uno P10 da 10 metri. sotto la distanza minima si vedono i singoli pixel ("effetto griglia"), e l'immagine appare grossolana.

è la regola della visione 20/20 applicata ai LED: a 1 metro l'occhio umano normale risolve circa 0.3mm. quindi un pitch ≤0.3mm a 1 metro appare continuo.

conosci la "regola della distanza TV"? per i televisori 4K si moltiplica la diagonale per 1,5 per trovare la distanza dal divano. per i ledwall la regola gemella è ancora più semplice: il passo in millimetri è la distanza minima in metri, e la distanza ottimale è il passo × 2–3. un P3.9 si guarda bene da 4 metri, benissimo tra 8 e 12; un P6.67 da 7 metri, al meglio tra 13 e 20. è la stessa fisica dell'occhio, applicata a schermi da metri invece che da pollici — e per questo la trovi calcolata su ogni scheda prodotto VEROLED, accanto al pitch.

come scegliere il pitch giusto

il pitch giusto non è "il più stretto". è quello che corrisponde alla distanza media degli spettatori. tre scenari tipici:

scenario 1 · vetrina retail

la persona si ferma a 1.5-2 metri dalla vetrina. pitch ideale: P1.5-P1.9. costo tipico €2.900-5.700/m² (tier Silver→Platinum). a quella distanza un P2.5 appare meno definito; un P0.9 spreca soldi (la persona non noterà la differenza).

scenario 2 · sala conferenze

partecipanti seduti tra 3 e 8 metri. pitch ideale: P1.9-P2.5. costo tipico €2.400-4.300/m² (tier Silver→Gold). a 5 metri di distanza media, un P2.5 garantisce ottima definizione su slide e video full HD. il P1.5 sarebbe superfluo.

scenario 3 · stadio

spettatori a 30-100 metri. pitch ideale: P8-P16 outdoor. costo tipico €2.800-4.300/m² (Aegis P10.41, tier Gold→Diamond). sotto P6 per uno stadio è uno spreco: il pubblico non vede la differenza e tu paghi il doppio in chip e in consumi.

casi speciali · pitch ultra-stretti

esistono pitch sotto il millimetro (P0.5, P0.7, P0.9). sono tecnologie di nicchia per applicazioni specifiche:

  • virtual production cinema — quando la camera riprende il ledwall come "sfondo dinamico" sostituto del green screen. il pitch deve essere indistinguibile a distanza ravvicinata. P0.9 minimo.
  • broadcast control room — sale di regia con operatori a 1 metro. P1.2-P1.5.
  • signage premium luxury — vetrine flagship store con visione ravvicinata. P0.9-P1.5.

per la maggior parte delle applicazioni, però, andare sotto P1.5 è ingegneria estetica più che funzionale.

over-spec del pitch: lo spreco su tre fronti

è il punto che quasi nessuno dice, perché chi vende guadagna di più sul pitch fine. si prenda un'area di visualizzazione da 6×3 metri vista da una strada: i passanti la guardano da 9 metri in su. scegliere un P3.91 (o peggio P2.6) lì non è "più qualità": è uno spreco su tre fronti contemporaneamente.

  1. chip più caro. i pitch fini montano package piccoli (SMD 1921, 1935); i pitch larghi montano package grandi (2727, 3535). i package piccoli costano di più al pezzo, e ne servono molti di più al metro quadro.
  2. efficienza nit/watt più bassa. meno superficie emittente per LED = meno luce per watt. un package 1921 rende molto meno di un 3535 a parità di corrente: l'efficienza luminosa può scendere fino alla metà.
  3. consumo più che raddoppiato. un P3.91 ha ~65.000 pixel/m², un P6.25 ne ha ~26.000. due volte e mezza i pixel significa due volte e mezza i driver IC da pilotare: più elettronica, più calore, più kWh in bolletta — per una densità che a 9 metri nessuno percepisce.

la ragione è ottica, non commerciale: l'occhio umano ha uno "spot" di visione nitida di circa 2 gradi e una capacità di risolvere il dettaglio di circa 1 arcominuto. oltre una certa distanza, due pixel vicini si fondono e basta — la griglia più fitta diventa invisibile. paghi tre volte (chip, watt, driver) per una risoluzione che si vede solo nella scheda tecnica.

la regola sana: il pitch si sceglie sulla distanza di visione, non sull'orgoglio della scheda. sotto la distanza giusta si spreca; sopra, si pixela. il punto è centrarla. per una vetrina a 2 metri il P1.9 ha senso; per una facciata a 15 metri anche un P6-P10 è perfetto e dimezza chip e consumi. il pitch è solo uno dei parametri da fissare prima dell'acquisto: gli altri sono nella guida all'acquisto.

tabella di riferimento

pitch
distanza ideale
applicazione
€/m² (range tier)
P0.5–P0.9
0.5–1 m
virtual production, broadcast
€4.500–12.500
P1.2–P1.9
1–2 m
vetrine luxury, sale corporate
€1.400–9.500
P2.5–P3.9
2.5–4 m
retail, eventi indoor, sale conferenze
€820–8.000
P4–P6
4–6 m
outdoor pubblicitario, palchi
€3.300–7.000
P8–P16
8–16 m
stadi, facciate, dooh
€2.800–4.300
P20+
20+ m
megascreen, billboard autostrade
su progetto

range €/m² IVA esclusa, solo prodotto, dal tier Essential al Diamond. se il budget è il vincolo principale, parti dalla guida ai ledwall low cost. prezzo esatto per tier e ambiente nella guida ai prezzi dei ledwall.

conta anche la sorgente video

un dettaglio spesso trascurato: il pitch deve essere coerente con la risoluzione della sorgente. esempio: uno schermo 4×2 metri a pitch P2 ha 2000×1000 pixel = 2 megapixel. una sorgente full HD (1920×1080) è perfettamente adatta. una sorgente 4K (3840×2160) sprecherebbe circa metà dei pixel per lato — tre quarti dei pixel totali.

con contenuti 4K nativi da sfruttare davvero servono abbastanza pixel: significa P1 o P0.9 a quelle dimensioni.

il nostro configuratore calcola automaticamente il pitch ottimale partendo da dimensioni, distanza di visione e budget. provalo:

configura il ledwall →

letture correlate

Domande frequenti

Qual è la regola della distanza per un ledwall (come la regola della distanza TV)?
Per i televisori 4K si moltiplica la diagonale per 1,5; per i ledwall la regola è ancora più semplice: la distanza minima di visione in metri è circa uguale al pixel pitch in millimetri, e la distanza ottimale è il pitch moltiplicato per 2–3. Un ledwall P3.9 si guarda bene da circa 4 metri (ottimale 8–12 m), un P6.67 da 7 metri (ottimale 13–20 m), un P10 da 10 metri. Sotto la distanza minima si vedono i singoli pixel (effetto griglia).
Che pixel pitch scegliere in base alla distanza di visione?
Si sceglie il pitch sulla distanza media degli spettatori, non sul più fitto: vetrina a 1,5–2 m → P1.5–P1.9; sala riunioni a 3–8 m → P1.9–P2.5; esterno a 7 m o più → P6–P10, che costa e consuma molto meno a parità di resa percepita. Un pitch più stretto del necessario si paga tre volte (chip, watt, driver) senza differenza visibile alla distanza reale.
A che distanza si vede bene un ledwall P3.9?
Da circa 4 metri in poi; la resa ottimale è tra 8 e 12 metri (regola: distanza minima in metri ≈ pitch in millimetri, ottimale ≈ pitch × 2–3). Più vicino compare l'effetto griglia dei singoli LED.